SEGRETERIA PROVINCIALE DI TRIESTE

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martedì 31 gennaio 2023

Attive funzioni POLIS (Istanze On Line) per invio dimissioni dal 01/09/2023 OPZIONE DONNA e QUOTA 103

 

Saranno attive dal 1° febbraio 2023 le funzioni POLIS (Istanze On Line) per l’invio della cessazione dal servizio dall’1/9/2023 Opzione donna e Quota 103 (Nota MIM-DGPER prot. 4814 del 30-01-2023).

L'invio, con le funzioni POLIS, deve essere effettuato entro le ore 23.59 del 28 febbraio 2023. Entro la stessa data bisogna anche inviare domanda all'INPS per il pagamento della pensione.


martedì 17 gennaio 2023

REGOLAMENTO CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI 2023

 Il regolamento del concorso per Dirigenti Scolastici 2023, contenuto nel Decreto 13 ottobre 2022, n. 194, pubblicato sulla G.U. - SG – n. 298 del 22/12/2022, detta disposizioni sulle procedure concorsuali finalizzate a selezionare i docenti che si candideranno ai ruoli della dirigenza scolastica.

Inseriamo una scheda riassuntiva.

Reclutamento: occorre assumere da GPS, bandire concorsi regolari con prove che non siano quiz

 Il sistema dei contratti a termine non risponde alle esigenze della nostra scuola ma solo a logiche di contenimento della spesa pubblica. Non è più tollerabile che si faccia ricorso a supplenze per esigenze didattiche ormai consolidate.

I posti di sostegno devono essere tutti ricondotti all’organico di diritto assicurando anche un organico aggiuntivo per esigenze straordinarie. L’iter di conversione del dl Aiuti quater ha trasformato gli emendamenti su organico aggiuntivo in ordini del giorno che impiegano il governo su organico aggiuntivo. Non basta!

In tal senso bisogna aprire subito il confronto sul reclutamento che abbia come primo obiettivo l’eliminazione del precariato storico con assunzioni da GPS, con adeguato periodo di formazione e prova finale ed avviare una stagione concorsuale regolare e con prove di accertamento della preparazione non basate su logiche puramente selettive con i quiz.

Sul fronte del reclutamento è giunto adesso il momento di risolvere anche le criticità conseguenti all’attuale stato di svolgimento delle procedure concorsuali.

Diventa assolutamente opportuno ed urgente predisporre un provvedimento che garantisca il diritto degli idonei ai concorsi ordinari del 2020 all’immissione in ruolo. Infatti, successive procedure concorsuali potrebbero comportare la decadenza delle graduatorie di cui ai DD.DD. 498 e 499 del 2020.

Occorre un provvedimento che assicuri l’abilitazione a tutti gli idonei del concorso straordinario bis di cui al DD 1081 del 6 maggio 2022.

Urgenti i decreti attuativi necessari a far partire i corsi abilitanti di formazione in ingresso, che sono attesi da migliaia di docenti di ruolo su altro grado o classe di concorso, e dagli stessi specializzati nel sostegno privi di abilitazione.

 

mercoledì 28 dicembre 2022

I DATI SULLE SUPPLENZE CONFERMANO I NOSTRI TIMORI. Le richieste dello SNALS

Nei giorni scorsi il MIM ha consegnato alle OO.SS. i dati sugli incarichi a tempo determinato conferiti per l’a.s. 2022-2023 aggiornati al 24 ottobre.

Per le supplenze fino al termine delle attività didattiche abbiamo avuto 27441 posti su posto comune o su classe di concorso mentre sono 83306 quelli su posto di sostegno.I posti in deroga su sostegno hanno consentito di stipulare 92875 contratti al 30 giugno. Sono dati che confermano le nostre preoccupazioni.

 Il sistema dei contratti a termine non risponde alle esigenze della nostra scuola ma solo a logiche di contenimento della spesa pubblica. Non è più tollerabile che si faccia ricorso a supplenze per esigenze didattiche ormai consolidate. I posti di sostegno devono essere tutti ricondotti all’organico di diritto assicurando un organico aggiuntivo per esigenze straordinarie.

Lo SNALS chiede di aprire subito il confronto sul reclutamento che abbia come primo obiettivo l’eliminazione del precariato storico con assunzioni da GPS con adeguato periodo di formazione e prova finale ed avviare una stagione concorsuale regolare e con prove di accertamento della preparazione non basate su logiche puramente selettive con i quiz.

Sul fronte del reclutamento è giunto adesso il momento di risolvere anche le criticità conseguenti all’attuale stato di svolgimento delle procedure concorsuali.

Diventa assolutamente opportuno ed urgente predisporre un provvedimento che garantisca il diritto degli idonei ai concorsi ordinari del 2020 all’immissione in ruolo. Infatti successive procedure concorsuali potrebbero comportare la decadenza delle graduatorie di cui ai DD.DD. 498 e 499 del 2020.

Occorre un provvedimento che assicuri l’abilitazione a tutti gli idonei del concorso straordinario bis di cui al DD 1081 del 6 maggio 2022.

Urgenti i decreti attuativi necessari a far partire i corsi abilitanti di formazione in ingresso, che sono attesi da migliaia di docenti di ruolo su altro grado o classe di concorso, e dagli stessi specializzati nel sostegno privi di abilitazione.

mercoledì 16 novembre 2022

Tabelle con aumento netto Irpef pagato nella pensione dall’1.1.2023

 Sulla base del comunicato MEF del 9/11/2022 sono state redatte apposite tabelle relative all’aumento per tutti i pensionati del 7,30% dal 01/01/2023.

Nella scheda in allegato sono stati simulati gli importi mensili netti Irpef di aumento pensione che saranno pagati nella rata di gennaio 2023.
L’interessato, verificando l’importo lordo della rata mensile della pensione del mese di novembre 2022, potrà verificare l’aumento mensile netto Irpef spettante a gennaio 2023.
 

martedì 15 novembre 2022

Lo SNALS-Confsal firma l’ipotesi di contratto collettivo nazionale del Comparto Istruzione e Ricerca per la parte economica

 Serafini: “È un primo, importante traguardo. Ma noi non molliamo. Ora avanti con le trattative”

A seguito dell’accordo politico raggiunto nella serata di ieri tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e lo Snals-Confsal, le trattative per il rinnovo contrattuale del Comparto Istruzione e Ricerca hanno avuto oggi un primo epilogo con la firma all’ARAN di una ipotesi di contratto collettivo nazionale riguardante i principali aspetti della parte economica dell’articolato.

Soddisfazione dello Snals-Confsal, che, con perseveranza e tenacia, ha perseguito l’obiettivo di non chiudere la parte economica del contratto con le “solite briciole”, ma ha preteso aumenti dignitosi e rispettosi del lavoro svolto dal personale del Comparto Istruzione e Ricerca. Con l’accordo odierno la maggior parte delle risorse contrattuali (95% del totale) potranno essere attribuite al personale delle istituzioni scolastiche, delle università, degli enti pubblici di ricerca e dell’alta formazione artistica e musicale fin dal mese di dicembre, compresi gli arretrati relativi al triennio contrattuale 2019-2021.

“Si tratta di un primo, importante risultato concreto - ha dichiarato Elvira Serafini, Segretario Generale dello Snals-Confsal – che viene incontro alle difficoltà economiche sperimentate in questo frangente anche dai lavoratori del nostro comparto. Inoltre, il Ministro Valditara ha accolto le nostre richieste di reperire ulteriori risorse. È significativo che nel Consiglio dei Ministri di ieri sera siano stati stanziati, come promesso, altri 100 milioni per la scuola e che ci sia l’impegno a trovare una soluzione concreta, in un prossimo provvedimento normativo, per sopperire alla grave mancanza di risorse per la valorizzazione del personale degli enti di ricerca non vigilati dal MUR, sancita dalla scorsa legge di bilancio”.

Il riferimento ai 100 milioni una tantum accordati per il 2022 nel Consiglio dei Ministri nella serata di ieri è inserito anche nel testo della dichiarazione congiunta che chiude l’accordo firmato oggi.

L’ipotesi di contratto sottoscritta contiene le tabelle degli incrementi stipendiali che permettono di individuare gli aumenti per ogni lavoratore del Comparto.

La parte economica del contratto sarà completata attraverso la prosecuzione del confronto e con l’approvazione della manovra di bilancio (legge di bilancio e decreti collegati) che dovrà garantire al personale della scuola la disponibilità di ulteriori 300 milioni nella retribuzione fissa dei docenti oltre al reperimento di risorse aggiuntive per gli altri Settori del Comparto.

La trattativa sul contratto proseguirà senza ritardi anche sulla parte normativa (mobilità e superamento dei vincoli, nuove e migliori condizioni sui permessi, revisione delle norme disciplinari e riconoscimento ai precari degli stessi diritti dei colleghi a tempo indeterminato, relazioni sindacali e lavoro agile ), sulla riforma di vari ordinamenti professionali (Ata, Università, Enti di ricerca, Afam) e sull’allocazione delle risorse residue. A questo scopo l’Aran ha già convocato le OO.SS. per il 15 novembre (Ata), il 21 novembre (Afam) e il 23 novembre (Università e Enti di ricerca).

“Siamo pronti a proseguire con l’analisi di tutto ciò che ancora manca - conclude Serafini. La soddisfazione per la firma di oggi non ci fa dimenticare che si tratta solo di una prima tappa, seppur significativa, di un percorso articolato.”

Il Segretario Generale

(Elvira Serafini)

lunedì 7 novembre 2022

Docenti neo immessi in ruolo 2022 - corso di formazione gratuito

Riservato agli iscritti allo Snals-Confsal                                                            
(chi intende iscriversi  cliccare QUI)
Per partecipare al corso occorre compilare 
il modulo di pre-iscrizione CLICCANDO QUI 
Per entrare nella classroom è necessario registrarsi 
con un indirizzo di posta elettronica con dominio @gmail.com
(l'invito di iscrizione alla classroom sarà inviato successivamente 
alla compilazione del modulo e comunque prima dell'inizio del corso).

INCONTRO CON IL MINISTRO VALDITARA: LO SNALS CONFSAL ATTENDE SEGNALI CHIARI DI CAMBIAMENTO

 Si è svolto il 3 novembre il primo incontro del Ministro dell’Istruzione e del Merito con le Organizzazioni sindacali del Comparto Istruzione e Ricerca.

Dopo i saluti iniziali sono intervenuti i Segretari Generali delle Organizzazioni sindacali presenti.

Lo Snals Confsal, rappresentato dal Segretario Generale Elvira Serafini, ha preliminarmente sottolineato che i diversi Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno sempre a parole assicurato di voler considerare la Scuola come tema centrale per lo sviluppo del Paese ma nei fatti hanno disatteso gli accordi e i patti solennemente sottoscritti, a partire dal Patto per la Scuola.

Per risolvere i problemi che attanagliano la scuola italiana come ad esempio quello del precariato ormai dilagante sono state sottoscritte con le organizzazioni sindacali intese unitarie, poi puntualmente disattese o addirittura smentite da comportamenti e provvedimenti in contrasto con esse.

Abbiamo elencato quindi i problemi “storici” della scuola italiana che anche per quest’anno scolastico hanno condizionato la regolare ripresa delle lezioni:

-        Instabilità delle cattedre

-        Persistente presenza del precariato che vede, fra l’altro, docenti immessi in ruolo che a seguito di sentenza vengono licenziati. Per coloro è assolutamente necessaria una sanatoria amministrativa.

-        Decine di migliaia di posti di sostegno ricoperti con personale precario a causa della mancata riconduzione ad organico di diritto dei posti in deroga.

-        Organici ATA insufficienti, anche a causa della mancata proroga dell’organico Covid

-        Tempo scuola ridotto e distribuito in maniera disomogenea sul territorio nazionale

-        Immediato rinnovo del contratto per sanare l’ingiustizia subita dal personale della scuola che percepisce le retribuzioni più basse di tutto il pubblico impiego

-        Edilizia scolastica in gran parte vetusta e fatiscente che non garantisce alcuna sicurezza ad alunni e personale

-        Invasione costante della norma legislativa nelle materie contrattuali, a partire dai vincoli per la mobilità fino ai criteri di progressione di carriera. La progressione stipendiale deve tornare ad essere materia contrattuale.

Il Ministro raccogliendo le diverse posizioni sindacali ha espresso la volontà di avviare a soluzione i principali problemi che gli sono stati posti all’attenzione nell’ottica del miglioramento della qualità della scuola.

Per lo Snals Confsal occorre che la Scuola diventi una risorsa strategica per il Paese. Il PNRR non deve essere utilizzato solo per investimenti in infrastrutture ma deve servire anche ad incrementare la spesa corrente per l’istruzione. Aldilà della nuova denominazione del Ministero dell’Istruzione occorre che vengano reperite risorse utili per un vero disegno riformatore che ponga al centro del sistema scolastico i bisogni complessivi della comunità educante e dei suoi protagonisti, in un rinnovato progetto di valorizzazione del personale. Solo in tal modo la scuola potrà tornare ad essere lo strumento di emancipazione sociale e culturale che le spetta.

Non è possibile porre l’obiettivo del miglioramento della qualità della scuola o della valorizzazione del merito senza avere il coraggio di programmare un piano di risorse certe da destinare al nostro sistema di istruzione, iniziando a considerarlo come un investimento e non come un costo. La competitività del nostro Paese passa attraverso percorsi formativi in grado di rimotivare adeguatamente allo studio con nuove e più adeguate risorse finanziarie ed organiche

Occorre poi risolvere definitivamente il problema del precariato con un doppio canale di reclutamento e con una procedura semplificata per coloro che vantano diversi anni di esperienza come docenti, anche con il ricorso alla chiamata da GPS.

In ogni caso per lo Snals Confsal occorre ripristinare corrette e costanti relazioni sindacali per il confronto permanente, tempestivo ed efficace su ogni provvedimento normativo dell’amministrazione scolastica. Solo in tal modo le organizzazioni sindacali saranno messe in grado di offrire il loro contributo alla soluzione dei problemi della scuola.

giovedì 27 ottobre 2022

INCONTRO ARAN SULL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA (ATA)

Si è svolta, in modalità mista, la riunione tra i rappresentanti dell’ARAN e le OO.SS. sulla
bozza, proposta dall’Aran, relativa all’Ordinamento professionale del personale della scuola
(ATA).
I rappresentanti dell’ARAN, Dott. Naddeo e Dott.ssa Marongiu, dopo aver illustrato
brevemente la bozza hanno lasciato la parola alle organizzazioni sindacali.
Lo SNALS-Confsal ha evidenziato:
 la necessità di una generale manutenzione dei profili professionali finalizzata ad una loro
attualizzazione;
 l’assoluta necessità di portare a sistema il ruolo degli assistenti tecnici impiegati nel primo
ciclo di istruzione, mille su circa 5400 scuole di cui molte formate da più plessi, per i quali
necessita prevedere delle indennità anche legate allo spostamento da un plesso ad un altro
della medesima istituzione scolastica, ed in particolare l’urgenza per questo personale di:
- definire compiti e attribuzioni da specificare all’interno del profilo di assistente tecnico.
- prevedere una “indennità di disagio” forfettaria.
- individuare un limite al numero delle sedi su cui impiegare il personale.
- attribuire la titolarità di sede presso la scuola che ha stipulato il contratto di lavoro.
- regolarne l’accesso al FMOF.
 affrontare il problema della sostituzione dei DSGA, da superare con un nuovo
meccanismo che superi l’utilizzo delle graduatorie, oramai esaurite, e valorizzi il personale
con esperienze di lavoro, evitando l’utilizzo dannoso degli interpelli, che comportano
l’inserimento nelle scuole di personale che non conosce la scuola ed i suoi funzionamenti,
peraltro in un ruolo apicale quale è quello dei DSGA;
 precisare, per quanto attiene all’assistenza alla disabilità, che l’assistenza all’alunno
con disabilità è quella di base e non quella specialistica e, quindi, definire in maniera chiara
i limiti di intervento del personale collaboratore scolastico nell’attività di sostegno ed aiuto
dell’alunno disabile, in particolar modo nella cura ed igiene personale, prevedendo anche
figure specializzate;
 risolvere il problema dei facenti funzione e quello degli assistenti amministrativi, con
posizione economica e servizio effettivo per un certo numero di anni, ai quali potrebbe
essere assegnato il profilo dei coordinatori ed il problema della penalizzazione nella
progressione di carriera per sanzioni disciplinari di poca rilevanza.
A conclusione dell’incontro si è stabilito di proseguire nei prossimi incontri con l’analisi sui temi
su cui ad oggi si sono evidenziate le maggiori criticità rispetto alla bozza di testo proposta
dall’Aran.

venerdì 21 ottobre 2022

CCNL 2019/21 - LA SPECIFICITÀ DEI SETTORI TUTELA I DIRITTI DI TUTTO IL PERSONALE. INTANTO ANCORA NESSUNA CERTEZZA DI NUOVE RISORSE PER GLI STIPENDI

 L'ultimo incontro con l’Aran per il rinnovo del CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca ci ha posto di fronte ad una proposta contenente disposizioni comuni per il personale ausiliario, tecnico ed amministrativo di ruolo dei diversi settori. Lo SNALS-Confsal sostiene la necessità di uniformare il trattamento del personale a tempo determinato con quello del personale a tempo indeterminato. La riunificazione delle norme comuni per i diversi settori presenta il rischio di un pauroso arretramento dei diritti già previsti dai precedenti contratti collettivi nazionali.

Nel testo proposto sono stati infatti disapplicati importanti istituti contrattuali a tutela del periodo di prova e delle assenze con gravi penalizzazioni per personale non ancora confermato in ruolo.

Riteniamo che sia più utile invece lavorare prima sulle singole Sezioni per migliorarle ed aggiornarle. Solo successivamente potrebbe essere prevista la riconduzione ad una parte comune delle disposizioni sovrapponibili.

Resta in piedi la questione retributiva per la quale non abbiamo ancora ricevuto alcuna assicurazione sulle nuove risorse acquisite dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.

martedì 11 ottobre 2022

DM 258: PER VALORIZZARE IL PERSONALE E PER TUTELARE IL DIRITTO ALLO STUDIO OCCORRE PERCORRERE ALTRE STRADE

Con il DM 258, firmato dal Ministro il 30 settembre scorso, vengono definiti i criteri di attribuzione dei compensi per la valorizzazione del personale docente, secondo quanto previsto dal DL 36/22.

Per lo Snals-Confsal si stratta di una violenta intrusione su materie oggetto di contrattazione. La cosa è ancor più grave se si considera che sono in corso le trattative per il rinnovo del CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca.

Il Decreto prevede l’assegnazione di compensi al personale docente ogni cinque anni, in caso di permanenza dei docenti nella medesima sede per cinque anni e a patto che si risieda in una provincia diversa da quella di servizio. I compensi sono incrementati se il servizio è prestato in scuole situate in zone connotate da elevati indici di disagio.

Lo Snals-Confsal aveva già segnalato i notevoli rischi per le prerogative della contrattazione e per le condizioni dei lavoratori della scuola conseguenti all’approvazione del DL 36.

Nello specifico riteniamo che la continuità didattica vada regolata nell’ambito della contrattazione integrativa nazionale. Quella stipulata per il corrente anno scolastico non l’abbiamo firmata e in occasione delle prossime trattative ci impegneremo per disciplinare la materia con equilibrio e nell’interesse di tutti lavoratori.

Per lo Snals-Confsal la valorizzazione deve interessare tutto il personale della scuola ed il diritto allo studio deve essere tutelato incrementando gli organici, riconducendo a posti di diritto i posti in deroga per il sostegno, assicurando agli studenti in condizione di disabilità insegnanti specializzati e con diritto alla continuità.

Su questi temi sostanziali l’amministrazione è sorda ritenendo che gli investimenti per l’istruzione siano un costo e non una risorsa per diminuire i divari territoriali e le povertà educative.

Lo Snals-Confsal attende il nuovo Governo alla prova dei fatti. Se la scuola è veramente al centro dell’interesse della politica saremo i primi a prenderne atto, così come saremo altrettanto fermi e pronti ad ogni forma di lotta se le risposte dell’amministrazione continueranno ad essere evasive ed incuranti dei veri interessi della comunità scolastica.

Il Segretario Generale

(Elvira Serafini)

mercoledì 5 ottobre 2022

L’ABBANDONO SCOLASTICO IN EUROPA: CAUSE, MOTIVAZIONI E RISOLUZIONI - DIRETTA STREAMING - PROGRAMMA DELLE DISCUSSIONI

Il tema dell'abbandono scolastico in Europa è molto sentito in tutti i Paesi membri. La Commissione Europea, con Raccomandazione del 28 giugno 2011, invitava i governi nazionali a portare la percentuale al di sotto del 10% entro il 2020. Dieci Stati sono rimasti al di sopra dell’obiettivo indicato, tra cui l'Italia. Successivamente con Risoluzione del 26 febbraio 2021, la Commissione UE ha fissato il nuovo traguardo a meno del 9%, da raggiungere entro il 2030.

L'evento del 10 ottobre 2022 analizzerà i dati sull'andamento del fenomeno, aggiornati al 2021, ed aprirà un confronto a livello europeo da cui emergeranno le cause e le motivazioni che portano i giovani ad abbandonare la scuola. Saranno rese note anche le risoluzioni e le misure adottate da sei Paesi membri che hanno aderito ad un’ indagine condotta da CESI, la Confederazione Europea dei Sindacati Indipendenti, a cui CONFSAL aderisce.

Lo SNALS-Confsal, che ospita l’iniziativa europea, si confronterà con gli altri sindacati della scuola, dell'università e della ricerca di 16 Paesi membri, che parteciperanno alle discussioni in programma (inserito in area riservata).

Diversi saranno gli spunti per arricchire le nostre conoscenze, utili per dare risposte ai bisogni delle nostre scuole, dei nostri dirigenti scolastici, dei nostri docenti, dei nostri iscritti. 

Vi aspetto numerosi all'evento streaming che potrà essere seguito a partire dalle ore 14:30 attraverso questo il link https://youtube.com/watch?v=KFWkj6ZuDcM&feature=share


SNALS-CONFSAL - PRIMA VITTORIA SUL FRONTE DELLE TRATTATIVE PER IL RINNOVO DEL CCNL

 

Il Ministero dell’Istruzione, su forte e continua sollecitazione dello Snals-Confsal, ha ottenuto dalla Funzione Pubblica di destinare le risorse aggiuntive previste nella legge di bilancio per il 2022, circa 340 milioni di euro, al rinnovo del CCNL 2019/2021.

Si tratta di una importante vittoria del fronte sindacale che libera definitivamente le risorse del FMOF consentendo alle scuole di disporre di risorse certe per l’avvio delle contrattazioni di istituto, finora bloccate per le diverse posizioni sull’utilizzo delle risorse aggiuntive.

Le risorse stanziate per la valorizzazione del personale potranno trovare così la loro regolazione nell’ambito delle trattative con l’Aran e consentiranno di contrattare nella sede più opportuna i criteri e le modalità di utilizzo.

Per lo Snals-Confsal si tratta di un primo passo importante verso l’adeguamento degli stipendi del personale e il loro allineamento alla media di quelli degli altri Comparti del pubblico impiego.

mercoledì 21 settembre 2022

Modifiche alle norme dei congedi parentali, permessi legge 104/1992 e lavoro agile

Il Decreto Legislativo n. 105 del 30 giugno 2022, pubblicato nella G.U. - Serie Generale n. 176 del 29 luglio 2022, entrato in vigore dal 13 agosto 2022, ha introdotto alcune novità normative in materia di tutela/sostegno maternità e paternità, permessi Legge 104/1992, lavoro fragile per lavoratori con figli.

Decreto Legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 – modifiche e integrazioni

Per quanto concerne il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, l’art. 2 del Decreto Legislativo n. 105/2022 disciplina il Congedo di paternità obbligatorio, ampliando le tutele già previste dalla Legge n. 92 del 28 giugno 2012. Grazie alle nuove norme, il padre lavoratore dipendente si astiene dal lavoro per un periodo di 10 giorni lavorativi (non frazionabili a ore e fruibili anche in via non continuativa), nell’arco temporale che va dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita. Per i giorni di congedo di paternità obbligatorio è riconosciuta un’indennità giornaliera pari al 100 per cento della retribuzione. Il congedo di cui trattasi è fruibile, entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio; mentre in caso di parto plurimo la durata del congedo è aumentata a 20 giorni lavorativi. Inoltre, lo stesso decreto amplia i periodi indennizzabili del congedo parentale: − alla madre, fino al dodicesimo anno (e non più fino al sesto anno) di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore; − al padre, fino al dodicesimo anno (e non più fino al sesto anno) di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore; − entrambi i genitori hanno altresì diritto, in alternativa tra loro, a un ulteriore periodo indennizzabile della durata complessiva di 3 mesi, per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di 9 mesi (e non più 6 mesi).

Legge n. 104 del 5 febbraio 1992 – modifiche e integrazioni

Nell’art. 3 del Decreto Legislativo 105/2022 vengono riportate le modifiche/integrazioni alla Legge 104/1992, che di seguito si riassumono:

- viene precisato che è vietato discriminare o riservare un trattamento meno favorevole ai lavoratori che chiedono o usufruiscono dei benefici della stessa Legge 104/1992;

- inserita tra i beneficiari dei 3 giorni di permesso retribuito mensile per l’assistenza al familiare disabile grave (art. 33, comma 3) la parte di una unione civile e il convivente di fatto;

- cambia il criterio del referente unico con l’introduzione della possibilità di frazionare la fruizione dei permessi mensili tra più soggetti aventi diritto, sempre nel limite dei 3 giorni mensili;

- viene introdotto, per coloro che prestano assistenza al figlio o ai parenti in condizioni di gravità, il diritto di priorità nell’accesso al lavoro agile o ad altre forme di lavoro flessibile, restando ferme le eventuali disposizioni più favorevoli della contrattazione nazionale.

Legge n. 81 del 22 maggio 2017– modifiche e integrazioni

L’art. 4 del Decreto Legislativo 105/2022 integra la disciplina che regola la prestazione lavorativa in modalità agile. In particolare che precisa che il datore di lavoro è tenuto a riconoscere priorità alle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità grave.

La stessa priorità deve riconosciuta da parte del datore di lavoro anche alle richieste dei lavoratori con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4, comma 1 della Legge 104/1992.