ORARIO DI APERTURA

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venerdì 4 dicembre 2020

ORARIO APERTURA - EMERGENZA COVID 19

lunedi' 7 dicembre chiuso

Potete inviare sempre una e-mail all'indirizzo: friuliveneziagiulia.ts@snals.it formulando le Vostre domande o per fissare un appuntamento. Vi invitiamo anche a comunicarci il Vostro recapito telefonico per ulteriori contatti.


giovedì 3 dicembre 2020

Serafini (Snals): i docenti, come i medici, sono esposti ad alto rischio contagio. Si utilizzino mascherine FFP2/FFP3

 Uno dei temi centrali del dibattito politico e sociale, in questo periodo di emergenza sanitaria, è l’importanza della scuola in presenza. Improvvisamente, dopo anni in cui i docenti hanno sperimentato il peso di una solitudine sconcertante, vivendo sulla propria pelle l’indifferenza delle istituzioni, ora è improvvisamente chiaro a tutti il valore imprescindibile della formazione e il ruolo fondamentale della scuola nella nostra società.

Si è acquisita finalmente la consapevolezza che il futuro di una comunità passa per l’istruzione e la formazione e che puntare sulla formazione delle nuove generazioni non è un’opzione, ma una necessità, se si vuole ancora credere nel futuro.

La questione delle attività didattiche in presenza, nel periodo dell’emergenza sanitaria, tuttavia, è complessa e necessita di analisi adeguate e calate nelle singole realtà delle istituzioni scolastiche. Fare scuola in presenza è una priorità per tutti, in primis per il personale scolastico, ma è evidente che non basta distribuire una mascherina chirurgica e installare dispenser di gel disinfettante per tutelare quanti gravitano nella scuola, dagli alunni ai docenti, dal personale amministrativo ai collaboratori; soprattutto non possono essere queste le misure per garantire la salute di coloro che, già solo per questioni anagrafiche, rientrano tra le categorie più a rischio per le eventuali conseguenze del contagio. I dirigenti hanno fatto di tutto per rendere sicure le scuole, hanno trascorso i mesi estivi con il metro in mano, per definire le distanze di sicurezza tra i banchi, si sono barcamenati tra ingressi scaglionati e rigidi protocolli di sicurezza da far rispettare per impedire ogni sorta di assembramento, hanno chiesto e ottenuto la collaborazione di tutti per far funzionare una complicata e delicata macchina organizzativa, che vede ogni giorno confluire in ciascun istituto scolastico alcune migliaia di persone, tra alunni, docenti, personale amministrativo, tutti coinvolti nel condividere spazi per almeno quattro/cinque ore di attività giornaliera.

Quale può essere la risposta a tutto ciò? Di sicuro bisogna considerare che i docenti, come i medici, sono esposti ad un alto rischio di contagio. Tuttavia, mentre i medici hanno protocolli di sicurezza elevatissimi, indossano tute, mascherine e visiere, i docenti hanno in dotazione esclusivamente una mascherina chirurgica. Eppure in una classe ci sono mediamente dalle 25 alle 30 persone, tra alunni, docenti di base e docenti di sostegno. Si resta lì per almeno 4/5 ore al giorno e le sole mascherine chirurgiche risultano poco efficaci in una situazione simile. A tale riguardo sarebbe opportuno, per contenere il rischio di contagio, soprattutto tra le categorie con maggiori probabilità di riportare conseguenze gravi nel contrarre il coronavirus, prevedere per i docenti e per il personale scolastico l’utilizzo di mascherine FFP2/FFP3.

Ulteriore problema, che rischia di innescare pericolosi conflitti sociali, non auspicabili in un periodo già così delicato, riguarda il programma di distribuzione dei vaccini. È evidente che bisognerà ipotizzare delle priorità, tra le diverse categorie lavorative, ma non si può ignorare che i docenti, insieme a tutto il personale scolastico, siano alla pari dei medici, esposti in prima linea al rischio di contagio. Ogni docente trascorre quotidianamente dalle due alle cinque ore a contatto con un numero di alunni variabile tra le 50 e le 150 unità.

Situazione che diventa particolarmente rischiosa nelle scuole superiori, dove la platea, che ha un’età oscillante tra i 14 e i 20 anni, rappresenta la categoria considerata più coinvolta nel veicolare il virus, per la scarsa attenzione che i giovani prestano al rispetto delle misure per il contenimento del contagio, soprattutto nella relazione con i coetanei.

Pertanto, se si ritiene opportuno che le scuole restino aperte, perché la didattica va svolta in presenza, sarebbe auspicabile inserire il personale scolastico, insieme a quello sanitario, nella prima trance dei vaccini da somministrare, per tutelare una categoria a forte rischio contagio. Ciò sia per evitare di gravare su ospedali e terapie intensive, sia per garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica, per la quale non basta tenere le scuole aperte, ma bisogna agire per la tutela della salute dei docenti e di tutto il personale scolastico, onde evitare di tenere gli alunni in classe, ma i docenti a casa, in quarantena, o peggio in ospedale.

È proprio in questa fase che bisogna compiere delle scelte e stabilire delle priorità. Se il Ministro dell’istruzione continua ad affermare che va garantita la didattica in presenza, probabilmente dovrebbe assumere posizioni altrettanto forti nel tutelare il personale scolastico, considerando una priorità la tutela della salute di lavoratori che, senza grandi difese e adeguati dispositivi di protezione, non hanno esitato a svolgere gli esami di Stato in presenza, la scorsa estate, e non si sono tirati indietro nel corso di quest’anno scolastico, finché è stata svolta l’attività in presenza, ma che oggi hanno bisogno di sentirsi tutelati nel loro diritto alla salute.

Lo SNALS ritiene comunque fondamentale nell’attuale momento di emergenza non amplificare i motivi di conflitto sociale, confidando nel ripristino di corrette relazioni sindacali per le quali dichiara la propria illimitata disponibilità e adoperandosi per offrire il proprio contributo di analisi e di proposta indipendentemente dalla necessità di sottoscrivere o meno un accordo o un’intesa. Lo spirito di collaborazione, in un momento così grave per la comunità educante e per l’intero Paese, si misura dalle scelte sindacali e dalle azioni di lotta concretamente messe in atto e non solo da condivisioni formali di accordi ed intese.

Il Segretario Generale

(Elvira Serafini)

lunedì 23 novembre 2020

lunedì 16 novembre 2020

Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1°settembre 2021

Il Ministero dell’Istruzione, con la nota n.30103 del 13 novembre, ha reso noto le modalità per la presentazione delle domande di pensionamento.

Cessazione Dirigenti Scolastici dal 1° settembre 2021

Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato al 28 febbraio 2021 dall’art. 12 del C.C.N.L. per l’Area V della dirigenza sottoscritto il 15 luglio 2010. Il dirigente scolastico che presenti comunicazione di recesso dal rapporto di lavoro oltre il termine di cui sopra non potrà usufruire delle particolari disposizioni che regolano le cessazioni del personale del comparto scuola.

Cessazioni dal servizio personale docente, educativo ed A.T.A.

Il Decreto Ministeriale fissa, all’articolo 1, il termine finale del 7 dicembre 2020 per la presentazione, da parte di tutto il personale del comparto scuola, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle istanze di permanenza in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e successive modifiche e integrazioni, ovvero per raggiungere il minimo contributivo.

1. Circolare-n.-36103-del-13-11-2020 

2. D.M.-n.-159-del-12-11-2020 

3. Tabella-riepilogativa-requisiti-2021

venerdì 6 novembre 2020

Anno scolastico 2020/2021 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente da MAD. CHIARIMENTI DEL MINISTERO

 Nota MIUR 34635 del 4.u.s

In relazione all’oggetto si segnala che pervengono richieste di istruzioni ed indicazioni operative per la copertura di cattedre e ore non assegnate anche dopo la conclusione delle operazioni previste dalla nota prot. n. 26841 del 5.9.2020, recante Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2020/2021. Al riguardo si ritiene che, per far fronte all'emergenza sanitaria in corso e al fine di consentire alle scuole di attribuire le cattedre o le ore ancora disponibili, è possibile in via eccezionale, limitatamente all'anno scolastico in corso, procedere alla nomina attraverso le MAD dei docenti inclusi anche in GPS o in graduatorie di istituto di altre province.  La nomina dell'aspirante da MAD può essere disposta esclusivamente dopo l’effettiva conclusione delle operazioni di nomina dalle GPS nell’ambito territoriale di riferimento e in quello nel quale è incluso lo stesso aspirante. È necessario altresì che siano esaurite le graduatorie di istituto della scuola interessata e delle scuole viciniori.

Permessi straordinari retribuiti per il diritto allo studio – Personale della Scuola (C.C.I.R. 5/ 2018). Anno solare anno 2021

 Si allega il CIR 5/2018 relativo ai permessi per il diritto allo studio del personale della scuola per il triennio 2019 – 2021 unitamente al modello di domanda aggiornato al 2021. L’istanza va presentata al Dirigente dell’istituzione scolastica di servizio e, per conoscenza, alle altre istituzioni scolastiche ove, eventualmente, il personale completa l’orario di lavoro, entro il 15 novembre 2020. I dirigenti scolastici trasmettono entro il 20 novembre 2020 agli Uffici competenti le domande pervenute.Gli Uffici Ambito Territoriale e l’Ufficio II pubblicano le graduatorie entro il 10 dicembre 2020. Successivamente sarà cura dei Dirigenti scolastici emettere i provvedimenti entro il 15 dicembre 2020. 

Allegati:

- Modello di domanda

- Contratto 

mercoledì 4 novembre 2020

DPCM 4 novembre, sospeso ufficialmente concorso straordinario

Tra le misure del nuovo Dpcm firmato dal Presidente Conte il 4 novembre la sospensione delle prove concorsuali. Per la scuola questo riguarda il concorso straordinario per il ruolo di cui al DD n. 510 del 23 aprile 2020, in corso di svolgimento già dal 22 ottobre. Restano valide le prove già effettuate, per le quali il Ministero fornirà istruzioni per la correzione. Per le prove dal 5 al 16 novembre ci sarà un nuovo calendario.

sabato 31 ottobre 2020

LO SNALS-CONFSAL INCONTRA LA MINISTRA DELL'ISTRUZIONE. SERAFINI: "RIPRISTINARE REGOLARI RELAZIONI SINDACALI"

 Prove di dialogo politico tra sindacati e ministero, attraverso l’incontro che si è svolto stamane tra OO.SS. e la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

“E’ necessario ripristinare regolari relazioni sindacali - ha affermato Elvira Serafini, Segretario Generale dello Snals-Confsal nel corso del suo intervento - per riallacciare un percorso interrotto dopo la firma dei protocolli estivi. Ricordo che non abbiamo mai avuto i dati relativi ai monitoraggi di quei protocolli”.

Nel corso dell’incontro la titolare del Dicastero di viale Trastevere ha puntualizzato la necessità di mantenere le scuole aperte in tutto il Paese. “Consideriamo questa una esigenza imprescindibile -ha commentato Serafini- e appoggeremo il Ministro su questa strada; la chiusura per noi è l’ultima spiaggia. Tutto l’apparato del sistema scolastico ha lavorato duramente per ripartire e non può pagare le responsabilità del sistema sanitario, con le difficoltà sul tracciamento, né quelle del sistema dei trasporti”.

Sul piano dei futuri investimenti sul sistema scolastico, invece, le misure promesse dal ministro sono apparse inadeguate. “Abbiamo bisogno di ricorrere alle risorse del Recovery Fund per l’edilizia scolastica e per assicurare la banda larga per tutte le sedi scolastiche, colmando i divari tra nord e sud del Paese” ha chiosato il Segretario generale Snals-Confsal.

Per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro le previsioni di 400 milioni di euro per l’intera Pubblica Amministrazione sono davvero insufficienti, a malapena permettono di assicurare l’elemento perequativo.

“Le risorse predisposte allo scopo nella prossima Legge di bilancio devono essere adeguate rispetto all’obiettivo fondamentale di puntare al progressivo riallineamento delle retribuzioni dei docenti italiani al livello europeo” afferma Serafini.

Infine, sul fronte controverso del contratto collettivo nazionale integrativo sulla didattica a distanza, il Ministro si è detto disponibile a proseguire l’iter negoziale anche con le OO.SS. che non hanno firmato il contratto. “Saremo disponibili a riaprire il confronto su una materia così determinante nella scuola dell’era Covid – ha concluso Serafini-. I numerosi aspetti che andavano disciplinati, dall’orario alla sicurezza e tutela della salute, dalla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alla gestione delle fragilità, fino al riconoscimento retributivo di prestazioni di lavoro aggiuntive, necessitavano di tempi adeguati di confronto. Bene che il Ministro ne abbia preso atto”.

giovedì 29 ottobre 2020

VADEMECUM Assenze COVID-19

 Riportiamo un Vademecum delle tipologie di assenze legate al COVID 19 nonché il

trattamento conseguente in base alla normativa vigente che è soggetta ad una continua evoluzione a

seguito degli eventi connessi con la curva epidemiologica.

Vedi allegato. 

Modalità e criteri delle prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi del personale docente comparto “istruzione e ricerca” in modalità a distanza.

Alcune riflessioni a supporto della scelta operata di non sottoscrivere l’ipotesi di CCNI: modalità e criteri delle prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi del personale docente comparto “istruzione e ricerca” in modalità a distanza.

Lo SNALS non poteva né può sottoscrivere il contratto, non condividendo nel metodo e nel merito la predetta ipotesi.

Per quanto attiene al metodo, già da tempo lo SNALS ha denunciato “l’orticaria” dell’attuale Ministro a confrontarsi con le parti sociali sulle questioni che hanno ricadute sulla vita lavorativa del personale. Così si succedono i comunicati e le ordinanze che hanno il sapore di interventi “tampone” piuttosto che di risposte risolutive alle criticità organizzative e lavorative dell’intero sistema educativo.

La convocazione “di corsa” delle OO.SS. per la sottoscrizione dell’ipotesi di contratto ne è prova ed è davvero inusuale: le OO.SS. nel tempo di 24 ore dovevano apporre la firma senza avere il tempo di approfondire e confrontarsi riguardo alle nuove problematiche lavorative connesse con le prestazioni del personale in modalità a distanza.

Per quanto attiene ai contenuti, l’ipotesi di contratto, poi, non affronta né risolve il disagio del personale, docente e amministrativo, impegnato a lavorare a distanza con l’impiego di videoterminali in una scuola che non è più quella di ieri, ma stravolge lo stato giuridico del personale docente, relegandolo a fare l’operatore digitale e non più l’operatore di cultura. È così superfluo evidenziare che l’ipotesi di contratto snatura la funzione e la valenza etica del “docere”.

L’ipotesi di contratto, infatti, non regolamenta l’orario di lavoro agile del personale amministrativo e del personale docente: il personale, infatti, si ritrova impegnato a lavorare a distanza per un numero di ore maggiore di quello previsto dall’attuale contratto. Il contratto non riconosce il rischio per la salute del lavorare ai videoterminali, non prevedendo le necessarie pause; non regolamenta l’utilizzo delle numerose piattaforme informatiche che possono esporre il personale amministrativo e il personale docente al rischio della violazione della privacy; non affronta la delicata questione dell’impiego in modalità a distanza del personale dichiarato fragile e/o posto in quarantena, rispetto al contagio da Covid-19.

L’ipotesi di contratto sembra così essere stata scritta senza tenere conto del fatto che il personale, oggi, si ritrova a vivere una nuova esperienza lavorativa in una scuola che non è più quella di prima ma che richiede prestazioni lavorative più qualificate che dovranno essere necessariamente riconosciute e gratificate non solo con un grazie da parte del Ministro ma anche giuridicamente ed economicamente, prevedendo nuove modalità di progressione di carriera, nuove figure professionali, nuovi incentivi per una adeguata formazione, cioè un nuovo stato giuridico. L’ipotesi di contratto, così, sembra identificarsi con un escamotage inteso ad istituzionalizzare l’insegnamento a distanza attraverso la sottoscrizione di un CCNI, peraltro privo di contenuti contrattuali.

Infine, viene da chiedersi: che succede se non si firma questo CCNI? Assolutamente nulla: il contratto è privo di contenuti contrattuali.

 

 

mercoledì 28 ottobre 2020

Raggiunto l’accordo per finestra concernente la fruizione dei permessi per il diritto allo studio anno solare 2020


INTERESSATI ALLA FRUIZIONE DEI PERMESSI

- docenti attualmente frequentanti i corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria

destinatari di supplenza a seguito dell’inserimento nella II fascia delle GPS

- docenti che frequentano i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione

per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità che non hanno potuto presentare domanda per l’anno solare 2020.

Per il periodo gennaio/dicembre 2021sarà da presentare entro il 15 novembre successivamente all’emanazione di ulteriore Circolare diversa dalla presente a seguito di altro accordo.



Torniamo alla DAD quasi nelle stesse condizioni del lockdown. Impossibile firmare questo contratto, urgente confronto con il Ministro

   “Impossibile firmare questo contratto sulla Dad. Non ci sono le condizioni- dichiara Elvira Serafini, Segretario Generale dello Snals-Confsal. “Tempi strettissimi, senza poterci confrontare né con gli organi statutari né con gli iscritti”.

“Da tempo denunciamo il progressivo degradare della qualità delle relazioni sindacali -ha proseguito la sindacalista- su una materia cruciale come quella della didattica a distanza abbiamo bisogno di un confronto con il Ministro, ed è quello che abbiamo chiesto per superare le molte criticità ancora presenti nella bozza di contratto”.

“Dobbiamo ricordarci che la DaD è stata introdotta a marzo in una situazione di emergenza e tutta la comunità scolastica si è trovata nella necessità di improvvisare in uno scenario inedito per tutti.

Ora però non si può procedere allo stesso modo. Torniamo alla DaD quasi nelle stesse condizioni del lockdown, mentre non sono state affrontate altre criticità che hanno danneggiato la regolare ripresa delle attività in presenza, come risolvere il nodo dei trasporti.

Anche adesso, con il nuovo Dpcm, ci sono località dove i bus arrivano anche un’ora prima del nuovo orario di apertura delle scuole. Come impedire a quegli studenti, lasciati per strada

di non assembrarsi?”

“Le tante questioni ancora aperte,” conclude il Segretario Serafini, “potranno essere seriamente affrontate solo attraverso nuove e corrette relazioni sindacali ed è proprio quello che noi al Ministro chiediamo, ormai, da mesi”.

 

Il Segretario Generale

(Elvira Serafini)

giovedì 22 ottobre 2020

Dal concorso straordinario ai dati del monitoraggio, la scuola al capolinea

 Comunicato Stampa

Con lo slogan “La scuola è al capolinea! La ministra scenda!” i cinque segretari generali dei sindacati della scuola Snals Confsal, FLC Cgil, Cisl Scuola, UIL Scuola RUA e Gilda Unams hanno simbolicamente manifestato davanti al Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere a ridosso dell’avvio, domani, delle prove concorsuali per la stabilizzazione dei docenti precari. Nel corso della conferenza stampa indetta dalle cinque sigle i leader sindacali hanno fatto il punto sui temi caldi riguardanti la scuola che, con l’aggravarsi della situazione sanitaria, non possono più attendere risposte. “Siamo preoccupati per il troppo silenzio da parte del ministero, non vediamo aperture, nonostante la nostra disponibilità a collaborare- denuncia Elvira Serafini, Segretario generale dello Snals Confsal. “Mancano i docenti, le nomine sono ancora in corso, e questo rappresenta una vera e propria criticità nell’organizzazione, non dovuta solo alla pandemia”. “Non abbiamo interesse ad alimentare un clima di contrapposizione con il ministero -continua Serafini- ma vogliamo i dati dei monitoraggi fatti dal ministero e mai resi noti. Per esempio, noi registriamo un divario tra i numeri dei contagi diffusi dal ministero e le notizie che arrivano dai territori”. “La complessità del problema di gestione in questa emergenza è tale che avevamo chiesto ai tavoli la presenza dei rappresentanti della Conferenza Stato Regioni, del Ministero dei trasporti perché era evidente la necessità di avere un confronto con tutti gli interlocutori coinvolti nella gestione del problema”. Sul concorso che si apre domani, in una situazione in cui alcune regioni si apprestano a chiudere anche i confini provinciali, il Segretario generale Snals Confsal ha espresso tutta la preoccupazione del sindacato per le 66.000 persone che dovranno partecipare alle prove in questa condizione di crescita 

giovedì 15 ottobre 2020

LO SNALS-CONFSAL CHIEDE L’ELIMINAZIONE DEL BLOCCO QUINQUENNALE!

 Il blocco quinquennale della mobilità dei docenti, introdotto dalla Legge n. 159 del 20 dicembre 2019, interessa tutti i neoimmessi in ruolo dal corrente anno scolastico 2020/21 a quelli che saranno i neoimmessi in ruolo nel corso dei prossimi anni, a prescindere dal canale/graduatoria di reclutamento (GAE, Concorsi 2016, Concorsi 2018, “call veloce”) e a prescindere dall’ordine e grado di scuola.

Il blocco quinquennale riguarda tutte le tipologie di movimento, i docenti non potranno, quindi, partecipare alla mobilità territoriale e alla mobilità professionale per 5 anni. Nello stesso modo non potranno chiedere per un quinquennio l'utilizzazione e l'assegnazione provvisoria nemmeno in presenza di salvaguardia della legge 104/92 nel frattempo sopraggiunta o in presenza di nuclei famigliari con figli.

Il Governo della XVIII legislatura, in sintonia con i nuovi orientamenti sulla regionalizzazione della scuola, ripristinò la norma sul vincolo quinquennale precedentemente sospesa, ma soltanto per il personale assunto dalle nuove GRME, con effetto del provvedimento a partire dal 1° settembre 2019 con eccezione del personale avente diritto individuato entro il 31 dicembre 2018. L’attuale Governo, invece di cancellare la disparità, ha voluto allargare il blocco a tutti i neoassunti, indipendentemente dal percorso di reclutamento, senza riflettere sulla illegittimità costituzionale del ripristino del blocco quinquennale stesso e della perdurante disparità di trattamento rispetto ai docenti assunti in passato.

La norma così introdotta, tesa a raggiungere nelle intenzioni del legislatore una ipotetica salvaguardia della continuità didattica sugli allievi e negli istituti in generale, risulta fortemente penalizzante per il personale coinvolto senza per altro garantire l’effettivo raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Lo Snals-Confsal chiede la rivisitazione della Legge n. 159 del 20 dicembre 2019 proponendo il reintegro dell’anno di immissione in ruolo su sede provvisoria con l’applicazione del blocco triennale all’ottenimento della sede definitiva a domanda, uniformando, così, il sistema come previsto per la mobilità del personale già assunto a tempo indeterminato.

In attesa di un'auspicata rivisitazione della norma diventa necessario, nell’immediato, che il MI, alla luce del perdurare dall’attuale emergenza epidemica e al fine di evitare disparità di trattamento tra il personale di ruolo e quello neoimmesso, riapra nuovamente il contratto della mobilità in considerazione anche dell’elevato numero di posti vacanti in organico di diritto.

Questo vincolo ha, peraltro, fatto fallire anche la procedura di immissioni in ruolo attraverso lo strumento della "call veloce", ovvero l’assunzione in altre regioni dei docenti idonei ai concorsi o abilitati inseriti nelle GAE, concorrendo, tra le altre cose, a meno di 25 mila assunzioni in ruolo a fronte delle 85 mila autorizzate dal MEF.

Occorre, quindi, riaprire al più presto la contrattazione per porre all’ordine del giorno la deroga al blocco quinquennale di permanenza sulla scuola, imposto per legge con un connotato discriminante nei confronti del personale, perché riferito solo ad una sua parte. Inoltre, l'abolizione del vincolo rappresenta una misura necessaria nell’attuale situazione di gestione dell’emergenza per garantire al personale docente di potersi ricongiungere ai familiari e per assicurare ogni forma di assistenza utile anche ai congiunti disabili.

Lo Snals-Confsal proporrà il ripristino della mobilità regionale garantendo la mobilità tra province. Dovrebbero poi essere previste graduatorie provinciali in modo da avere assegnazioni più vicine alla residenza e ai nuclei familiari dei supplenti.

venerdì 9 ottobre 2020