giovedì 16 dicembre 2021
NOTA MINISTERIALE SULLA PIATTAFORMA DI VERIFICA DELL’OBBLIGO VACCINALE
PER LO SNALS-CONFSAL RESTANO DUBBI E INCERTEZZE A DANNO DEL PERSONALE E DEGLI ALUNNI
Con la nota n. 1337 del 14 dicembre, emanata dal Ministero dell’Istruzione, vengono fornite indicazioni operative relative alle modifiche apportate alla piattaforma di verifica della posizione vaccinale del personale della scuola.
Permangono
però dubbi su alcune questioni importanti, tra le quali l’adibizione in
mansioni anche diverse del personale esentato dalla vaccinazione e le modalità
di trattamento del personale collocato in malattia e privo di super green pass.
Riteniamo
che l’adibizione in mansioni diverse che, tra l’altro, secondo la nota Mi 1889
del 7 dicembre scorso, ha decorrenza immediata dal 15 dicembre, debba essere
inquadrata nelle norme previste dal contratto sulle utilizzazioni in altri
compiti. Andrebbe pure chiarito che coloro che sono esonerati dalla
vaccinazione potrebbero svolgere, laddove possibile per la natura della loro
funzione, le loro mansioni in modalità agile. La nota ministeriale invece
lascia il campo aperto a molteplici interpretazioni soffocando le scuole con
dubbi e timori.
La nota MI
1889 del 7 dicembre scorso, tra l’altro, elencando esemplificativamente le
posizioni di stato che consentono l’esonero, sia pur provvisorio, dall’obbligo
vaccinale, non fornisce alcuna indicazione sul personale in malattia, creando
una situazione al limite dell’assurdo, con lavoratori in malattia, e quindi
obbligati a permanere al proprio domicilio, costretti a recarsi ai centri
vaccinali!
Chiediamo
pertanto urgenti chiarimenti in ordine all’applicazione delle norme relative
all’obbligo vaccinale. Senza indicazioni chiare e certe le scuole, già
obbligate a svolgere compiti impropri in un contesto di vertiginoso aumento dei
contagi, saranno ancora di più in difficoltà che ne paralizzeranno l’azione
rischiando di pregiudicare la regolare prosecuzione delle attività didattiche.
martedì 14 dicembre 2021
NUOVO ASSEGNO UNICO UNIVERSALE
Si comunica che a partire dall'anno 2022 entrerà in vigore “l’ASSEGNO UNICO UNIVERSALE”, che andrà a sostituire le detrazioni Irpef sui figli a carico, gli assegni al nucleo familiare per figli minori, gli assegni familiari per le famiglie numerose, il Bonus Bebè e il premio alla nascita. Requisito necessario e indispensabile per poter richiedere l'assegno unico universale è essere in possesso di un ISEE in corso di validità, che servirà a determinare l'importo dell'assegno stesso. Si tratta di un nuovo strumento a sostegno delle famiglie con figli a carico che interessa lavoratori dipendenti, pensionati, liberi professionisti e lavoratori autonomi. L’assegno è riconosciuto ai nuclei familiari per ogni figlio minorenne a carico e decorre dal settimo mese di gravidanza. È inoltre riconosciuto a ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, in presenza di una delle seguenti condizioni:
frequenti un corso di formazione scolastica o professionale,
frequenti un corso di laurea,
svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore
a 8.000 euro,
sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per
l’impiego,
svolga il servizio civile universale.
Per prenotare l'appuntamento per la dichiarazione ISEE per l'anno 2022 presso la sede di Via Ugo Foscolo 15/C, piano terra, potete contattare il numero di tel. 040 662159 dalle 9.00 alle 13.00.
martedì 7 dicembre 2021
Gentilissime/i,
il nostro sindacato SNALS,
assieme a GGIL, UIL e Gilda, ha proclamato lo sciopero nazionale di un giorno, per il 10
dicembre, di tutto il personale della scuola.
Sono
anni
che non facciamo scioperi, perché ogni giornata di sciopero è sottratta allo
stipendio di chi vi aderisce e sopratutto perché in mancanza di una larga
partecipazione la sua efficacia sarebbe vanificata.
Questa
volta tutti sono invitati ad aderire. La posta in gioco è alta.
Entro la fine del mese di dicembre sarà approvata la legge di bilancio dello Stato per l’anno 2022. Il testo approvato
dal Consiglio dei Ministri inviato alle camere, contiene troppi aspetti
contrari agli interessi del personale scolastico e non rispetta il PATTO PER LA SCUOLA AL CENTRO DEL PAESE sottoscritto
il 20 maggio scorso dal Ministro dell’istruzione Bianchi e dai Segretari
nazionali delle confederazioni (per noi Angelo Raffaele Margiotta Segretario
generale ConfSAL). Un patto che riconosce la centralità della scuola, “volano di crescita culturale ed
economica” , “infrastruttura strategica”
..., che promette ripetutamente la “valorizzazione di tutte che persone che in esso
(sistema di istruzione e formazione)
sono impegnate”, ecc. I contenuti di quell’accordo sono, nei fatti,
completamente disattesi, tanto da poter parlare di tradimento. Nel mese di
ottobre lo SNALS e gli altri sindacati rappresentativi tentarono di coinvolgere
tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, ma dalla politica non
giunsero risposte; in seguito fu proclamato lo stato di agitazione e Il 24
novembre fallì il tentativo di
conciliazione al ministero per ottenere risposte alle nostre richieste. A
questo punto scattò la proclamazione dello sciopero da parte di SNALS, CGIL,
UIL e GILDA.
Nella legge di bilancio la scuola è dimenticata. Gli stanziamenti previsti per il contratto
nazionale non toccano nemmeno questa volta le tre cifre, attestandosi su una
media di 87 euro pro capite, integrati da altri 12 € medi pro capite per la “dedizione all’insegnamento…” (che
significherà? Chi li otterrà?). Già nel 2018 lo SNALS non firmò il contratto nazionale per l’insufficienza degli
aumenti stipendiali. Fu costretto a farlo successivamente, dopo una battaglia
legale, per non incorrere
nell'esclusione dalle contrattazioni integrative nazionali, territoriali e d’istituto.
Lo SNALS non firmò neanche il
contratto sulla DDI del 25/10/2020 perché inadeguato a fronte della complessità
della materia.
Se la legge finanziaria
passasse come la conosciamo ora, non ci sarebbe più spazio per interventi
successivi, almeno per la parte salariale, e si dovrebbero fare i conti con le
insufficienti risorse assegnate.
Non
parliamo solo di soldi, ma
di diritti, come il reclutamento
e la stabilizzazione dei precari docenti e ATA, degli AA facenti funzioni DSGA,
della mobilità, dei trasferimenti, degli organici docenti e ATA, dei concorsi,
della formazione, dei carichi di lavoro, della semplificazione burocratica,
della riduzione del numero di alunni per classe, ecc. Tanti sono i nodi accumulati negli anni!
Perciò questo è il momento giusto per scioperare, tutti, per
dimostrare al Governo, alla politica, alla cittadinanza, che il personale
scolastico non ci sta più alle belle parole, che suonano vuote quando si
dichiara ripetutamente di volerlo valorizzare, mentre invece nei fatti lo si
svaluta in tutti i modi. Considerate che gli stipendi medi degli insegnanti
sono inferiori di 350 euro rispetto a quelli dei dipendenti di pari livello
appartenenti ad altre amministrazioni dello Stato, per non fare confronti con i
colleghi europei.
ORA BASTA!
Date
forza al sindacato partecipando compatti allo sciopero del 10 dicembre. Nello stesso giorno, a
Trieste, in piazza Goldoni ci sarà un
sit-in dalle 9 alle 11: intervenite
per dare visibilità alla protesta.
Il Segretario Provinciale: Franco De Marchi
lunedì 6 dicembre 2021
SCIOPERO DEL 10 DICEMBRE
Inseriamo le “slides” che illustrano le ragioni della mobilitazione del personale della scuola dello sciopero di VENERDI' 10 DICEMBRE.
mercoledì 24 novembre 2021
Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni e di sostegno della scuola dell'infanzia e primaria – calendario delle prove scritte
Posto comune - scuola dell’infanzia
Lunedì 13 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano
Martedì 14 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano
Posto di sostegno - scuola dell’infanzia
Mercoledì 15 dicembre 2021 Mattutino
Posto di sostegno - scuola primaria
Giovedì 16 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano
Posto comune - scuola primaria
Venerdì 17 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano
Lunedì 20 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano
Martedì 21 dicembre 2021 Mattutino
L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati, è reso noto dagli Uffici Scolastici Regionali presso i quali si svolge la prova almeno quindici giorni prima della data di svolgimento, tramite avviso pubblicato all’albo e sul sito internet.
Come si svolge il concorso
Modalità per posti comuni e di sostegno
La prova scritta sarà computer based, basata su cinquanta quesiti a risposta multipla, così ripartiti:
a. per i posti comuni, quaranta quesiti a risposta multipla, volti all’accertamento delle competenze e delle conoscenze in relazione alle discipline oggetto di insegnamento nella scuola primaria e ai campi di esperienza nella scuola dell’infanzia;
b. per i posti di sostegno, quaranta quesiti a risposta multipla inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità, finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;
c. per i posti comuni e di sostegno, cinque quesiti a risposta multipla inerenti la conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue e cinque quesiti a risposta multipla inerenti le competenze digitali nell’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento.
Ciascun quesito consiste in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta; l’ordine dei 50 quesiti è somministrato in modalità casuale per ciascun candidato. La prova ha una durata massima di 100 minuti, fermi restando gli eventuali tempi aggiuntivi di cui all’articolo 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
lunedì 22 novembre 2021
martedì 16 novembre 2021
Proclamazione dello stato di agitazione nel Comparto Istruzione e Ricerca - settore scuola
Le organizzazioni sindacali proclamano lo stato di agitazione nel Comparto
Istruzione e Ricerca, per rivendicare:
Il rinnovo del CCNL 2019/2021 sotto il profilo normativo e retributivo:
Il CCNL 2016-2018, già scaduto al 31/12/2018, è stato formalmente disdettato dalle
scriventi, ma le risorse stanziate per il rinnovo nella legge di bilancio 2022 sono
assolutamente insufficienti per concludere la trattativa. Occorrono inoltre risorse
aggiuntive per ridurre il divario esistente tra le retribuzioni del settore, a parità di titoli
di studio, alla media di quelle del comparto pubblico e in prospettiva alla media dei
paesi europei;
la garanzia del consolidamento in busta paga dell’elemento perequativo previsto nei
CCNL 2016/2018;
la definalizzazione degli aumenti contrattuali eliminando ogni riferimento a: “dedizione
all’insegnamento, impegno nella promozione della comunità scolastica e la cura
nell’aggiornamento professionale continuo”.
la valorizzazione della professionalità docente;
lo stanziamento di risorse aggiuntive per finanziarie la revisione dei profili professionali
di Dsga, assistenti amministrativi e tecnici e collaboratori scolastici;
l’incremento del fondo per la contrattazione integrativa delle istituzioni scolastiche;
l’estensione della card docenti al personale precario e al personale educatore ed Ata;
In tema di relazioni sindacali:
va affermata la centralità delle prerogative contrattuali rispetto alla legge come
strumento di potenziamento della funzione unificante che il sistema di Istruzione e
Ricerca svolge per l’intero Paese. Giudicano inaccettabile l’intervento unilaterale su
materie di competenza della contrattazione quali la mobilità, la formazione, la
valorizzazione professionale e in generale su tutti gli aspetti attinenti al rapporto di
lavoro.
Organici e stabilizzazione precari:
proroga al 30 giugno 2022 dei contratti docenti e Ata sul cosiddetto “organico covid”
riduzione del numero di alunni per classe e per istituzione scolastica, come da Patto
per la Scuola Governo/sindacati del 20 maggio scorso
apertura immediata del tavolo di confronto, previsto dal Patto per la scuola del maggio
scorso, per rendere disponibile in via strutturale e permanente il sistema delle
abilitazioni nella scuola ai fini della stabilizzazione del precariato in favore dei precari
con almeno 3 anni di servizio e dei docenti già di ruolo
apertura del tavolo di confronto sulla mobilità per superare i vincoli imposti al
personale docente e Dirigente.
Personale ATA:
indizione del concorso riservato per gli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA
con tre anni di servizio, compresi coloro che sono sforniti di titolo di studio specifico;
incremento l’organico Ata implementando i parametri di distribuzione del personale
alle scuole anche in ragione delle sempre più crescenti esigenze di sicurezza con
particolare riferimento al profilo di collaboratore scolastico, stante l’intesa Mi/sindacati
del 18 maggio scorso.
superamento blocco quinquennale ai fini della mobilità dei Dsga neo assunti.
Sburocratizzazione del lavoro e semplificazione:
limitare all’essenziale la documentazione relativa ai processi didattici e amministrativi;
valorizzare l’autonomia progettuale dei docenti che si esplica nella dimensione
individuale e collegiale;
snellire i procedimenti amministrativi eliminando confusioni e conflitti di competenza
con altri enti pubblici.
Autonomia Differenziata:
superamento di ogni iniziativa di devoluzione delle competenze in materia di
istruzione.
Su tutte queste tematiche sinteticamente riassunte, si richiede l’esperimento del tentativo
di conciliazione previsto dalla citata Legge e la convocazione dell’apposito organismo
costituito con D. M. n. 127 del 20 aprile 2000.
giovedì 11 novembre 2021
ABOLIZIONE PROVA SCRITTA DI ITALIANO AGLI ESAMI DI STATO. LO SNALS-CONFSAL: RIFLETTERE SUL SUO VALORE EDUCATIVO
Nelle ultime settimane è emersa, all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo della scuola, l’ipotesi di abolizione della prova scritta agli esami dì Stato.
Lo
Snals-Confsal avverte la necessità di esprimere alcune considerazioni.
Le prove
d’esame sono sempre state viste come uno scoglio fin troppo impegnativo dagli
alunni, che preferirebbero certamente un percorso con meno ostacoli. Ma i
giovani hanno una visione condizionata dalla necessità di snellire i percorsi e
proiettarsi verso il futuro. Spetta ai docenti mostrare loro la necessità di
formarsi e soprattutto di "fermarsi". La scrittura definisce il
pensiero, lo rende concreto, dà forma alle idee, offre l’opportunità di
riflettere su quanto si è letto, ascoltato o pensato e nell’istante in cui ci
si ferma e si ragiona su come rendere concrete quelle impressioni, quelle idee,
quei progetti, quelle riflessioni, attraverso parole che diventano frasi e poi
periodi, si chiariscono i concetti e tutto prende forma. Spesso i giovani
affermano di avere un’idea su qualcosa, ma di non saperla esprimere; ebbene
eliminare la scrittura nelle prove di esame amplificherebbe questi problemi, perché
non si insegnerebbe più a ragionare su come esprimere concetti o opinioni. In
una società che corre, in cui i social sono sempre più padroni del tempo e
hanno finito col modificare anche le regole della scrittura, si pensi a
whatsapp, dove tutto è abbreviato e non esiste costruzione della frase, o a
instagram, dove gli hashtag sono più importanti delle parole, pare non ci sia
più modo di riflettere su cosa dire e su come dirlo. Non esistono più le
lettere, ci sono le mail, non esistono più le cartoline, ci sono i messaggi,
salviamo almeno la scrittura nelle scuole.
Eliminare
la prova scritta all’esame di Stato sarebbe un errore imperdonabile,
significherebbe convincere i ragazzi che non sono più in grado di affrontare
questa prova, che la pandemia ha portato via loro le capacità, le competenze,
le opportunità.
No, non si
può procedere per sottrazione, bisogna valorizzare i percorsi e lavorare sulla
formazione dei giovani senza assecondarne paure e debolezze, perché la scuola
serve anche e soprattutto a dare gli strumenti ai giovani per affrontare le
difficoltà, non per aggirare gli ostacoli.
venerdì 5 novembre 2021
Permessi straordinari retribuiti per il diritto allo studio – Personale della Scuola (C.C.I.R. 5/ 2018). Anno solare anno 2022
L’istanza va presentata entro il 15 novembre 2021 al Dirigente dell’istituzione scolastica di servizio e, per conoscenza, alle altre istituzioni scolastiche ove, eventualmente, il personale completa l’orario di lavoro.
Gli Uffici Ambito Territoriale e l’Ufficio II pubblicheranno le graduatorie entro il 10 dicembre 2021.
Successivamente sarà cura dei Dirigenti scolastici emettere i provvedimenti entro il 15 dicembre 2021.
Si precisa che nel caso in cui vengano richiesti permessi per il diritto allo studio per corsi il cui esito delle prove preselettive non è perfezionato al 15 novembre, il Dirigente scolastico accerterà l’effettiva iscrizione prima di concedere il relativo permesso.
giovedì 4 novembre 2021
Legge di bilancio e carta del docente: NON CI SIAMO!
La proroga dell’organico Covid va estesa anche agli ATA
La proroga dei contratti per l’organico aggiuntivo COVID, previsto nel disegno di legge di bilancio per il 2022 approvato dal Consiglio dei Ministri esclusivamente per il personale docente, deve essere esteso agli assistenti amministrativi, agli assistenti tecnici ed ai collaboratori scolastici.
Se il Governo crede nelle possibilità offerte dalle
risorse organiche aggiuntive per garantire maggiori condizioni di sicurezza,
attraverso l’organizzazione flessibile dei gruppi classe, la turnazione degli
ingressi e della presenza a scuola degli alunni e l’organizzazione di attività
di recupero degli apprendimenti, non può impedire l’estensione e la proroga dei
contratti COVID anche per il personale Ata.
Come potrebbe altrimenti essere garantita la
vigilanza, la pulizia, il supporto tecnico ed amministrativo per le ulteriori
ed aggiuntive attività rese possibili dalla disponibilità di un maggior numero
di docenti? A meno che non si voglia dimostrare che le scuole possono fare a
meno del personale che finora, e soprattutto durante il periodo dell’emergenza
sanitaria, ha permesso lo svolgimento in sicurezza delle attività scolastiche e
la continuità dei servizi amministrativi, svolgendo talvolta funzioni superiori,
senza peraltro vedersi riconoscere nemmeno l’opportunità di fruire di un
accesso agevolato a diversi profili professionali”.
Lo SNALS sta premendo sul Governo per la revisione di
una norma ingiusta e controproducente che, se applicata senza modifiche,
rischierebbe solo di pregiudicare la sicurezza di alunni e personale che stanno
dimostrando, con grande senso del dovere, di poter lavorare al servizio dello
Stato e della comunità educante anche in situazioni al di sotto di ogni limite
di sicurezza.

