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lunedì 20 dicembre 2021


 

giovedì 16 dicembre 2021

NOTA MINISTERIALE SULLA PIATTAFORMA DI VERIFICA DELL’OBBLIGO VACCINALE

 PER LO SNALS-CONFSAL RESTANO DUBBI E INCERTEZZE A DANNO DEL PERSONALE E DEGLI ALUNNI

Con la nota n. 1337 del 14 dicembre, emanata dal Ministero dell’Istruzione, vengono fornite indicazioni operative relative alle modifiche apportate alla piattaforma di verifica della posizione vaccinale del personale della scuola.

Permangono però dubbi su alcune questioni importanti, tra le quali l’adibizione in mansioni anche diverse del personale esentato dalla vaccinazione e le modalità di trattamento del personale collocato in malattia e privo di super green pass.

Riteniamo che l’adibizione in mansioni diverse che, tra l’altro, secondo la nota Mi 1889 del 7 dicembre scorso, ha decorrenza immediata dal 15 dicembre, debba essere inquadrata nelle norme previste dal contratto sulle utilizzazioni in altri compiti. Andrebbe pure chiarito che coloro che sono esonerati dalla vaccinazione potrebbero svolgere, laddove possibile per la natura della loro funzione, le loro mansioni in modalità agile. La nota ministeriale invece lascia il campo aperto a molteplici interpretazioni soffocando le scuole con dubbi e timori.

La nota MI 1889 del 7 dicembre scorso, tra l’altro, elencando esemplificativamente le posizioni di stato che consentono l’esonero, sia pur provvisorio, dall’obbligo vaccinale, non fornisce alcuna indicazione sul personale in malattia, creando una situazione al limite dell’assurdo, con lavoratori in malattia, e quindi obbligati a permanere al proprio domicilio, costretti a recarsi ai centri vaccinali!

Chiediamo pertanto urgenti chiarimenti in ordine all’applicazione delle norme relative all’obbligo vaccinale. Senza indicazioni chiare e certe le scuole, già obbligate a svolgere compiti impropri in un contesto di vertiginoso aumento dei contagi, saranno ancora di più in difficoltà che ne paralizzeranno l’azione rischiando di pregiudicare la regolare prosecuzione delle attività didattiche.

martedì 14 dicembre 2021

NUOVO ASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Si comunica che a partire dall'anno 2022 entrerà in vigore “l’ASSEGNO UNICO UNIVERSALE”, che andrà a sostituire le detrazioni Irpef sui figli a carico, gli assegni al nucleo familiare per figli minori, gli assegni familiari per le famiglie numerose, il Bonus Bebè e il premio alla nascita. Requisito necessario e indispensabile per poter richiedere l'assegno unico universale è essere in possesso di un ISEE in corso di validità, che servirà a determinare l'importo dell'assegno stesso. Si tratta di un nuovo strumento a sostegno delle famiglie con figli a carico che interessa lavoratori dipendenti, pensionati, liberi professionisti e lavoratori autonomi. L’assegno è riconosciuto ai nuclei familiari per ogni figlio minorenne a carico e decorre dal settimo mese di gravidanza. È inoltre riconosciuto a ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, in presenza di una delle seguenti condizioni:

 frequenti un corso di formazione scolastica o professionale,

 frequenti un corso di laurea,

 svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore

a 8.000 euro,

 sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per

l’impiego,

 svolga il servizio civile universale.

Per prenotare l'appuntamento per la dichiarazione ISEE per l'anno 2022 presso la sede di Via Ugo Foscolo 15/C, piano terra, potete contattare il numero di tel. 040 662159 dalle 9.00 alle 13.00.

martedì 7 dicembre 2021


 

Gentilissime/i,

il nostro sindacato SNALS, assieme a GGIL, UIL e Gilda, ha proclamato lo sciopero nazionale di un giorno, per il 10 dicembre, di tutto il personale della scuola.

Sono anni che non facciamo scioperi, perché ogni giornata di sciopero è sottratta allo stipendio di chi vi aderisce e sopratutto perché in mancanza di una larga partecipazione la sua efficacia sarebbe vanificata.

Questa volta tutti sono invitati ad aderire. La posta in gioco è alta. Entro la fine del mese di dicembre sarà approvata la legge di bilancio dello Stato per l’anno 2022. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri inviato alle camere, contiene troppi aspetti contrari agli interessi del personale scolastico e non rispetta il PATTO PER LA SCUOLA AL CENTRO DEL PAESE sottoscritto il 20 maggio scorso dal Ministro dell’istruzione Bianchi e dai Segretari nazionali delle confederazioni (per noi Angelo Raffaele Margiotta Segretario generale ConfSAL). Un patto che riconosce la centralità della scuola, volano di crescita culturale ed economica” , “infrastruttura strategica..., che promette ripetutamente la “valorizzazione di tutte  che persone che in esso (sistema di istruzione e formazione) sono impegnate”, ecc. I contenuti di quell’accordo sono, nei fatti, completamente disattesi, tanto da poter parlare di tradimento.  Nel mese di ottobre lo SNALS e gli altri sindacati rappresentativi tentarono di coinvolgere tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, ma dalla politica non giunsero risposte; in seguito fu proclamato lo stato di agitazione e Il 24 novembre fallì il tentativo di conciliazione al ministero per ottenere risposte alle nostre richieste. A questo punto scattò la proclamazione dello sciopero da parte di SNALS, CGIL, UIL e GILDA.

Nella legge di bilancio la scuola è dimenticata. Gli stanziamenti previsti per il contratto nazionale non toccano nemmeno questa volta le tre cifre, attestandosi su una media di 87 euro pro capite, integrati da altri 12 € medi pro capite per la “dedizione all’insegnamento…” (che significherà? Chi li otterrà?). Già nel 2018 lo SNALS non firmò il contratto nazionale per l’insufficienza degli aumenti stipendiali. Fu costretto a farlo successivamente, dopo una battaglia legale, per  non incorrere nell'esclusione dalle contrattazioni integrative nazionali, territoriali e d’istituto. Lo SNALS non firmò neanche il contratto sulla DDI del 25/10/2020 perché inadeguato a fronte della complessità della materia.

Se la legge finanziaria passasse come la conosciamo ora, non ci sarebbe più spazio per interventi successivi, almeno per la parte salariale, e si dovrebbero fare i conti con le insufficienti risorse assegnate.

Non parliamo solo di soldi, ma di diritti, come il reclutamento e la stabilizzazione dei precari docenti e ATA, degli AA facenti funzioni DSGA, della mobilità, dei trasferimenti, degli organici docenti e ATA, dei concorsi, della formazione, dei carichi di lavoro, della semplificazione burocratica, della riduzione del numero di alunni per classe, ecc. Tanti sono i nodi accumulati negli anni!

Perciò questo è il momento giusto per scioperare, tutti, per dimostrare al Governo, alla politica, alla cittadinanza, che il personale scolastico non ci sta più alle belle parole, che suonano vuote quando si dichiara ripetutamente di volerlo valorizzare, mentre invece nei fatti lo si svaluta in tutti i modi. Considerate che gli stipendi medi degli insegnanti sono inferiori di 350 euro rispetto a quelli dei dipendenti di pari livello appartenenti ad altre amministrazioni dello Stato, per non fare confronti con i colleghi europei.

ORA BASTA!

Date forza al sindacato partecipando compatti allo sciopero del 10 dicembre. Nello stesso giorno, a Trieste, in piazza Goldoni ci sarà un sit-in dalle 9 alle 11: intervenite  per dare visibilità alla protesta.

 Il Segretario Provinciale: Franco De Marchi


lunedì 6 dicembre 2021

SCIOPERO 10 DICEMBRE




 

SCIOPERO DEL 10 DICEMBRE

 Inseriamo le “slides” che illustrano le ragioni della mobilitazione del personale della scuola dello sciopero di VENERDI' 10 DICEMBRE.

venerdì 3 dicembre 2021


 

mercoledì 24 novembre 2021

Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni e di sostegno della scuola dell'infanzia e primaria – calendario delle prove scritte

Posto comune - scuola dell’infanzia

 Lunedì 13 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano 

Martedì 14 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano 

Posto di sostegno - scuola dell’infanzia 

Mercoledì 15 dicembre 2021 Mattutino 

Posto di sostegno - scuola primaria 

Giovedì 16 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano 

Posto comune - scuola primaria 

Venerdì 17 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano 

Lunedì 20 dicembre 2021 Mattutino Pomeridiano 

Martedì 21 dicembre 2021 Mattutino

Ciascuna prova avrà la durata di 100 minuti.
L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati, è reso noto dagli Uffici Scolastici Regionali presso i quali si svolge la prova almeno quindici giorni prima della data di svolgimento, tramite avviso pubblicato all’albo e sul sito internet.
Come si svolge il concorso
Modalità per posti comuni e di sostegno
La prova scritta sarà computer based,  basata su  cinquanta quesiti a risposta multipla, così ripartiti:
a. per i posti comuni, quaranta quesiti a risposta multipla, volti all’accertamento delle competenze e delle conoscenze in relazione alle discipline oggetto di insegnamento nella scuola primaria e ai campi di esperienza nella scuola dell’infanzia;
b. per i posti di sostegno, quaranta quesiti a risposta multipla inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità, finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;
c. per i posti comuni e di sostegno, cinque quesiti a risposta multipla inerenti la conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue e cinque quesiti a risposta multipla inerenti le competenze digitali nell’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento.
Ciascun quesito consiste in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta; l’ordine dei 50 quesiti è somministrato in modalità casuale per ciascun candidato. La prova ha una durata massima di 100 minuti, fermi restando gli eventuali tempi aggiuntivi di cui all’articolo 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

lunedì 22 novembre 2021

 

👉ASSEMBLEA SINDACALE REGIONALE ONLINE FUORI ORARIO DI SERVIZIO MARTEDÌ 23 NOVEMBRE DALLE ORE 16.00

LINK PER IL COLLEGAMENTO WEBINAR
La piattaforma può contenere un certo numero di collegamenti, quindi PER IL PERSONALE CHE NON DOVESSE RIUSCIRE AD ENTRARE direttamente al Webinar, si fornisce il link per il collegamento in STREAMING YOU TUBE
LE SEGRETERIE REGIONALI
FLC CGIL Adriano Zonta
UIL SCUOLA RUA Ugo Previti
SNALS CONFSAL Mauro Grisi
GILDA UNAMS Massimo Vascotto



martedì 16 novembre 2021

Proclamazione dello stato di agitazione nel Comparto Istruzione e Ricerca - settore scuola

Le organizzazioni sindacali proclamano lo stato di agitazione nel Comparto

Istruzione e Ricerca, per rivendicare:

Il rinnovo del CCNL 2019/2021 sotto il profilo normativo e retributivo:

 Il CCNL 2016-2018, già scaduto al 31/12/2018, è stato formalmente disdettato dalle

scriventi, ma le risorse stanziate per il rinnovo nella legge di bilancio 2022 sono

assolutamente insufficienti per concludere la trattativa. Occorrono inoltre risorse

aggiuntive per ridurre il divario esistente tra le retribuzioni del settore, a parità di titoli

di studio, alla media di quelle del comparto pubblico e in prospettiva alla media dei

paesi europei;

 la garanzia del consolidamento in busta paga dell’elemento perequativo previsto nei

CCNL 2016/2018;

 la definalizzazione degli aumenti contrattuali eliminando ogni riferimento a: “dedizione

all’insegnamento, impegno nella promozione della comunità scolastica e la cura

nell’aggiornamento professionale continuo”.

 la valorizzazione della professionalità docente;

 lo stanziamento di risorse aggiuntive per finanziarie la revisione dei profili professionali

di Dsga, assistenti amministrativi e tecnici e collaboratori scolastici;

 l’incremento del fondo per la contrattazione integrativa delle istituzioni scolastiche;

 l’estensione della card docenti al personale precario e al personale educatore ed Ata;

In tema di relazioni sindacali:

 va affermata la centralità delle prerogative contrattuali rispetto alla legge come

strumento di potenziamento della funzione unificante che il sistema di Istruzione e

Ricerca svolge per l’intero Paese. Giudicano inaccettabile l’intervento unilaterale su

materie di competenza della contrattazione quali la mobilità, la formazione, la

valorizzazione professionale e in generale su tutti gli aspetti attinenti al rapporto di

lavoro.

Organici e stabilizzazione precari:

 proroga al 30 giugno 2022 dei contratti docenti e Ata sul cosiddetto “organico covid”

 riduzione del numero di alunni per classe e per istituzione scolastica, come da Patto

per la Scuola Governo/sindacati del 20 maggio scorso

 apertura immediata del tavolo di confronto, previsto dal Patto per la scuola del maggio

scorso, per rendere disponibile in via strutturale e permanente il sistema delle

abilitazioni nella scuola ai fini della stabilizzazione del precariato in favore dei precari

con almeno 3 anni di servizio e dei docenti già di ruolo

 apertura del tavolo di confronto sulla mobilità per superare i vincoli imposti al

personale docente e Dirigente.

Personale ATA:

 indizione del concorso riservato per gli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA

con tre anni di servizio, compresi coloro che sono sforniti di titolo di studio specifico;

 incremento l’organico Ata implementando i parametri di distribuzione del personale

alle scuole anche in ragione delle sempre più crescenti esigenze di sicurezza con

particolare riferimento al profilo di collaboratore scolastico, stante l’intesa Mi/sindacati

del 18 maggio scorso.

 superamento blocco quinquennale ai fini della mobilità dei Dsga neo assunti.

Sburocratizzazione del lavoro e semplificazione:

 limitare all’essenziale la documentazione relativa ai processi didattici e amministrativi;

 valorizzare l’autonomia progettuale dei docenti che si esplica nella dimensione

individuale e collegiale;

 snellire i procedimenti amministrativi eliminando confusioni e conflitti di competenza

con altri enti pubblici.

Autonomia Differenziata:

 superamento di ogni iniziativa di devoluzione delle competenze in materia di

istruzione.

Su tutte queste tematiche sinteticamente riassunte, si richiede l’esperimento del tentativo

di conciliazione previsto dalla citata Legge e la convocazione dell’apposito organismo

costituito con D. M. n. 127 del 20 aprile 2000.

giovedì 11 novembre 2021

ABOLIZIONE PROVA SCRITTA DI ITALIANO AGLI ESAMI DI STATO. LO SNALS-CONFSAL: RIFLETTERE SUL SUO VALORE EDUCATIVO

Nelle ultime settimane è emersa, all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo della scuola, l’ipotesi di abolizione della prova scritta agli esami dì Stato.

Lo Snals-Confsal avverte la necessità di esprimere alcune considerazioni.

Le prove d’esame sono sempre state viste come uno scoglio fin troppo impegnativo dagli alunni, che preferirebbero certamente un percorso con meno ostacoli. Ma i giovani hanno una visione condizionata dalla necessità di snellire i percorsi e proiettarsi verso il futuro. Spetta ai docenti mostrare loro la necessità di formarsi e soprattutto di "fermarsi". La scrittura definisce il pensiero, lo rende concreto, dà forma alle idee, offre l’opportunità di riflettere su quanto si è letto, ascoltato o pensato e nell’istante in cui ci si ferma e si ragiona su come rendere concrete quelle impressioni, quelle idee, quei progetti, quelle riflessioni, attraverso parole che diventano frasi e poi periodi, si chiariscono i concetti e tutto prende forma. Spesso i giovani affermano di avere un’idea su qualcosa, ma di non saperla esprimere; ebbene eliminare la scrittura nelle prove di esame amplificherebbe questi problemi, perché non si insegnerebbe più a ragionare su come esprimere concetti o opinioni. In una società che corre, in cui i social sono sempre più padroni del tempo e hanno finito col modificare anche le regole della scrittura, si pensi a whatsapp, dove tutto è abbreviato e non esiste costruzione della frase, o a instagram, dove gli hashtag sono più importanti delle parole, pare non ci sia più modo di riflettere su cosa dire e su come dirlo. Non esistono più le lettere, ci sono le mail, non esistono più le cartoline, ci sono i messaggi, salviamo almeno la scrittura nelle scuole.

Eliminare la prova scritta all’esame di Stato sarebbe un errore imperdonabile, significherebbe convincere i ragazzi che non sono più in grado di affrontare questa prova, che la pandemia ha portato via loro le capacità, le competenze, le opportunità.

No, non si può procedere per sottrazione, bisogna valorizzare i percorsi e lavorare sulla formazione dei giovani senza assecondarne paure e debolezze, perché la scuola serve anche e soprattutto a dare gli strumenti ai giovani per affrontare le difficoltà, non per aggirare gli ostacoli.

 

venerdì 5 novembre 2021

Permessi straordinari retribuiti per il diritto allo studio – Personale della Scuola (C.C.I.R. 5/ 2018). Anno solare anno 2022

L’istanza va presentata entro il 15 novembre 2021 al Dirigente dell’istituzione scolastica di servizio e, per conoscenza, alle altre istituzioni scolastiche ove, eventualmente, il personale completa l’orario di lavoro.

Gli Uffici Ambito Territoriale e l’Ufficio II pubblicheranno le graduatorie entro il 10 dicembre 2021.

Successivamente sarà cura dei Dirigenti scolastici emettere i provvedimenti entro il 15 dicembre 2021.

Si precisa che nel caso in cui vengano richiesti permessi per il diritto allo studio per corsi il cui esito delle prove preselettive non è perfezionato al 15 novembre, il Dirigente scolastico accerterà l’effettiva iscrizione prima di concedere il relativo permesso.

giovedì 4 novembre 2021

Legge di bilancio e carta del docente: NON CI SIAMO!


Il disegno di legge di bilancio per il #2022, tra le altre novità, prevede la confluenza delle risorse relative alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo sul fondo delle istituzioni scolastiche per “premiare la dedizione all’insegnamento, l’impegno nella promozione della comunità scolastica e la cura nell’aggiornamento professionale continuo”.
Lo Snals-Confsal aveva chiesto l’estensione dei vantaggi offerti dalla Carta del docente a tutto il personale della scuola, mentre ora è prevista una notevole riduzione delle risorse per i docenti e degli spazi per autonome scelte di crescita professionale.
Il disegno di legge conferma inoltre le preoccupazioni sui rinnovi contrattuali: le risorse disponibili non riescono a coprire nemmeno la perdita del potere di acquisto dei salari.
Lo Snals-Confsal chiede al Parlamento di correggere le scelte del Governo per dimostrare concretamente di credere nella centralità della scuola e del suo personale.
Il Segretario Generale
(Elvira Serafini)

La proroga dell’organico Covid va estesa anche agli ATA

La proroga dei contratti per l’organico aggiuntivo COVID, previsto nel disegno di legge di bilancio per il 2022 approvato dal Consiglio dei Ministri esclusivamente per il personale docente, deve essere esteso agli assistenti amministrativi, agli assistenti tecnici ed ai collaboratori scolastici.

Se il Governo crede nelle possibilità offerte dalle risorse organiche aggiuntive per garantire maggiori condizioni di sicurezza, attraverso l’organizzazione flessibile dei gruppi classe, la turnazione degli ingressi e della presenza a scuola degli alunni e l’organizzazione di attività di recupero degli apprendimenti, non può impedire l’estensione e la proroga dei contratti COVID anche per il personale Ata.

Come potrebbe altrimenti essere garantita la vigilanza, la pulizia, il supporto tecnico ed amministrativo per le ulteriori ed aggiuntive attività rese possibili dalla disponibilità di un maggior numero di docenti? A meno che non si voglia dimostrare che le scuole possono fare a meno del personale che finora, e soprattutto durante il periodo dell’emergenza sanitaria, ha permesso lo svolgimento in sicurezza delle attività scolastiche e la continuità dei servizi amministrativi, svolgendo talvolta funzioni superiori, senza peraltro vedersi riconoscere nemmeno l’opportunità di fruire di un accesso agevolato a diversi profili professionali”.

Lo SNALS sta premendo sul Governo per la revisione di una norma ingiusta e controproducente che, se applicata senza modifiche, rischierebbe solo di pregiudicare la sicurezza di alunni e personale che stanno dimostrando, con grande senso del dovere, di poter lavorare al servizio dello Stato e della comunità educante anche in situazioni al di sotto di ogni limite di sicurezza.